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         Leucodistrofia Metacromatica (LDM)

 

L'ASSOCIAZIONE MALATTIE RARE PIONIERE NELL'INDIVIDUARE UNA CURA PER QUESTA GRAVE MALATTIA GENETICA

 
E’ apparso ieri nella rivista scientifica Nature Medicine, marzo 2001 Volume 7 Numero 3 pag. 310 – 316, l’articolo che parla della terapia genica della Leucodistrofia Metacromatica attraverso l’utilizzo di vettori lentivirali che sono riusciti a trasportare il gene sano con il relativo enzima Asa nel cervello dei topi affetti da questa patologia, dissolvendo l’accumulo dei grassi nocivi in entrambi gli emisferi cerebrali. Facendo regredire la malattia in questi animali.

 

La malattia La Leucodistrofia Metacromatica è infatti una grave forma neurologica che colpisce il Sistema Nervoso Centrale e Periferico, nella forma più grave  invalidante e mortale in pochissimi anni dal momento del suo esordio; è dovuto ad un difetto del gene che è responsabile della produzione di un enzima, l’Arilsulfatasi A, il quale evita l’accumulo di sfingolipidi (grassi nocivi) nelle cellule nervose.

 

La fantastica storia del progetto di ricerca

Nel 1992 quando Anna e Giuseppe Baschirotto insieme a Bianca, una mamma di Vicenza che aveva appena perso due gemellini Riccardo e Filippo affetti da malattia di Farber, chiesero a Claudio Bordignon di occuparsi della terapia genica delle malattie lisosomiali, lui rimase piuttosto perplesso poiché stava lavorando su una malattia molto diversa, il deficit di Ada che produce una grave immunodeficienza, senza coinvolgere il Sistema Nervoso Centrale.
Dopo un anno di trattative e di insistenze nostre e di alcuni genitori i cui bimbi erano affetti da Leucodistrofia Metacromatica, come la piccola Francesca di Alberobello ed i piccoli Samuele e Consuelo di Belluno, è stato possibile organizzare il 6 Marzo 1993 all’Ordine dei Medici di Vicenza un workshop per far incontrare Claudio Bordignon con V. Gieselmann, che stava conducendo degli importanti studi sul gene di questa malattia, e con Alessandro Salviati, neurologo di Verona, che da molti anni si occupava di malattie lisosomiali, alla presenza di altri ematologi e neurologi e di un gruppo di famiglie. Proprio da questo incontro è iniziato ufficialmente il progetto di terapia genica della Leucodistrofia Metacromatica per volontà, idea ed impegno dell’Associazione Malattie Rare Mauro Baschirotto, che lo ha finanziato e sostenuto in vari modi tra i quali stipendi, grants e borse di studio alla Dott.ssa Sangalli che per prima ha iniziato ad occuparsene al Dibit presso il San Raffaele di Milano, al Dott. Ruggeri, al Dott. Giovanni Maria Severini sostenuto per ben quattro anni, alla Dott.ssa Troiani per il suo stage in Olanda, alla Dott.ssa Martino e alla Dott.ssa Antonella Consiglio, primo nome nell’articolo, finanziata dall’Associazione dal 1996 fino ad ora. Senza contare i meetings, gli incontri e i workshop appositamente organizzati.Grazie all’impegno di altri genitori via via coinvolti, in particolare Anna e Francesco Boni genitori del piccolo Andrea,  è stato possibile dare un grande impulso a questa ricerca reperendo idonei finanziamenti mediante appelli fatti dai mass media ma anche con iniziative di solidarietà che hanno coinvolto Amministrazioni Comunali in tutta Italia, Parrocchie, Associazioni ed Enti.
I testimonials non sono mancati a partire da Fabio Fazio, Gelindo Bordin, Deborah Compagnoni, Antonio Cabrini, Paolo Rossi, il Vicenza Calcio, la Sampdoria, il Genoa ed altri che hanno sottoscritto lo slogan Io corro per la terapia genica”  in magliette, cappellini, grembiuli, striscioni e adesivi. Il gruppo di famiglie con bimbi affetti da Leucodistrofia Metacromatica, aderenti all’Associazione Malattie Rare, ha permesso al Dott. Bordignon e alla sua equipe di fare un importante studio sui pazienti, in particolare su Andrea, Ambra, Emilia e Maria. Per trasportare a Milano le piccole Emilia e Maria, Giuseppe Baschirotto è riuscito a coinvolgere il Ministero della Sanità e la Presidenza del Consiglio dei Ministri i quali in più occasioni hanno concesso uno dei loro aerei per il trasporto veloce delle bimbe dalla Calabria a Milano.
Tanto impegno e dedizione unito alla bravura degli scienziati hanno portato ai risultati di oggi. Dopo alcuni anni dall’inizio del progetto il laboratorio di Claudio Bordignon è diventato Tiget, ma l’Associazione Malattie Rare ha continuato a sostenere il progetto da lei ideato e creato.Ben diverso è il ruolo pionieristico di chi come l’Associazione Mauro Baschirotto stimola la creazione di nuovi progetti e traccia nuove strade, fa incontrare i ricercatori, offre la disponibilità di studi su pazienti e famiglie consenzienti, dal ruolo di Enti pure benemeriti ma che si limitano solamente a finanziare gruppi emergenti e progetti già ben avviati e promettenti.Doveroso quindi il ringraziamento che gli scienziati coinvolti in questo progetto hanno fatto all’Associazione Malattie Rare alla pagina 16 dell’articolo apparso il 1 Marzo ’01 su Nature Medicine.L’Associazione invece ringrazia tutte le famiglie e ricorda in particolare i bimbi che non ci sono più tra i quali Andrea, Emilia, Sandra, Consuelo, Samuele, Francesca, Emanuela, Luigi, Laura, Francesca, Claudio, …, che con tanto desiderio di vivere aspettavano con ansia questo strepitoso evento.
Questo è un importante traguardo ma c’è ancora molta strada da percorrere prima di curare veramente quanti sono affetti da questa grave e rara malattia.Tutti i giornali ora parlano delle prospettive di cura di malattie molto più comuni quali il Parkinson e l’Alzheimer, partendo dalla Leucodistrofia Metacromatica. Ciò conferma ancora una volta quello che l’Associazione sta sostenendo da sempre: la ricerca sulle malattie rare serve anche per le malattie più comuni e diffuse.

 

Il Libro La storia del progetto LDM e delle lotte condotte dalle famiglie può essere letta nel libro “La speranza è un fiore di campo” scritto da Francesco Boni ora in ristampa. Per prenotarlo clicca qui

 

Informazioni

Chi volesse saperne di più sul progetto LDM può scrivere a:

ASSOCIAZIONE MALATTIE RARE: info@birdfoundation.org
Anna e Giuseppe Baschirotto e-mail info@birdfoundation.org
Anna e Francesco Boni  e-mail iaiandrea@credit.tin.it